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Le origini

Le origini

In senso etimologico “scherma” deriva da “schermire” verbo che ha come significato l’atto del ripararsi, del difendersi. Alcuni studiosi fanno derivare tale termine dal tedesco arcaico “skirmen”, che vuol dire proteggere e, per sinonimia, difendere o difendersi. Nel Vocabolario dell’Accademia della Crusca si trova questa definizione: “scherma, schermire è riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre”. L’arte della scherma appunto.
Nel XIII secolo si parlò di una scherma italiana che godeva di grande prestigio fuori dai confine della penisola. Fin dal 1292 cinque maestri italiani ebbero sale d’armi a Parigi. L’irradiarsi della scherma italiana coincise con il fiorire del genio Italiano in tutto il continente tipico di quei secoli. Risale di fatto al 1400 la nascita delle prime scuole di scherma con i cosiddetti “maestri d’arme”.
Nell’Ottocento si fa risalire di fatto la nascita della moderna scuola italiana di scherma da sempre considerata una delle migliori al mondo per gli ottimi risultati ottenuti sia in Italia che all’estero. L’epoca d’oro fu quella della Scuola Magistrale Militare di Roma (1884) diretta da Masaniello Parise con Carlo Pessina e Salvatore Pecoraro, a cui seguirono i maestri Agesilao Greco, Candido Santone e più tardi Giuseppe Mangiarotti. Fu in questo secolo che gli schermidori si allenano fino a nove ore al giorno, affiancando all’esercizio e studio della tecnica e all’agonismo della scherma, la pratica di ginnastica e di attrezzi, precorrendo di molti decenni gli attuali sistemi di allenamento. Proprio con Agesilao Greco, anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo mondo della scherma, che la scherma si affermò come nuova disciplina olimpica.
In questo contesto di internazionalizzazione e di riconoscimento sportivo, dopo un tentativo senza successo effettuato a Pavia nel 1903, il 3 Giugno 1909 venne costituita a Roma La Federazione Schermistica Italiana su iniziativa del capitano Augusto Ciacci e favorita dall’allora onorevole Luigi Lucchini, in qualità di presidente dell’Istituto Nazionale per l’Incremento dell’Educazione Fisica. Nel 1933, fu ulteriormente e definitivamente modificato con l’attuale nome di Federazione Italiana Scherma (FIS). La contemporanea nascita nel 1913 della Federazione Internazionale di Scherma (FIE) e lo svolgersi delle Olimpiadi fecero sì che la scherma si trasformasse da semplice concetto di arte in un vero e proprio sport da combattimento.
Le Olimpiadi di Anversa del 1920 incoronano Nedo Nadi come leggenda della scherma per la conquista di ben cinque medaglie d’oro olimpiche: fioretto individuale ed a squadre, sciabola individuale ed a squadre e spada a squadre.
La prima medaglia azzurra fu quella di Antonio Conte, oro nella sciabola maestri a Parigi agli albori del ventesimo secolo. Fu confermata tale dopo un lungo iter per la discussa vittoria in quanto maestro e non dilettante, nonostante l’ammissione di assalti di fioretto, sciabola e spada “pour amateurs e professeurs” da parte dello stesso Pierre De Coubertin, fondatore delle moderne Olimpiadi.
Tra la prima e l’ultima medaglia conquistata con medesimo sacrificio, costante preparazione, forte determinazione e classe genuina da parte di ogni singolo atleta, c’è una passerella fatta di grandissimi nomi della scherma italiana: dalle storiche medaglie d’oro di Nedo Nadi alle 16 medaglie dei fratelli Mangiarotti (13 del grande Edoardo e 3 di Dario), dalle travagliate medaglie a squadre agli ultimi successi di Pechino 2008, con la conferma di Valentina Vezzali campionessa olimpica per la terza volta consecutiva nel fioretto femminile, del rispettivo bronzo di Margherita Grambassi e del quarto posto di Giovanna Trillini alla sua quinta Olimpiade (4 ori, 1 argento e 3 bronzi), oltre all’ulteriore conferma della loro affiatata squadra di fioretto femminile assieme alla compagna Ilaria Salvatori. Eccome non ricordare l’oro di Matteo Tagliariol nella spada maschile individuale (quarantotto anni dopo Giuseppe Delfino oro a Roma 1960) e bronzo a squadre sempre nella spada maschile con Stefano Carozzo, Diego Confalonieri, Alfredo Rota; i bronzi di Salvatore Sanzo nel fioretto maschile e della squadra di sciabola maschile con Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Giampiero Pastore, Luigi Tarantino.

Nomi questi che palesano come la realtà della scherma italiana si sia affermata a livello mondiale e come la scuola italiana goda di numerosi riconoscimenti per gli innumerevoli traguardi raggiunti nel corso di tutta la sua storia.
(Fonte: www.federscherma.it)